🩺La diagnosi: quando il mondo cambia
In breve
Riceviamo la diagnosi di autismo di nostro figlio. Dopo una fase iniziale di speranza e negazione, arriviamo all’accettazione della realtà e decidiamo di iniziare subito con le terapie per il suo bene.
Il mio racconto
Quando abbiamo ricevuto la diagnosi di nostro figlio, il mondo, così come lo conoscevamo, ha cambiato forma.
Non è stato un singolo istante, ma un processo lento, fatto di speranze, paure e del bisogno istintivo di aggrapparsi a spiegazioni meno dolorose.
All’inizio speravamo si trattasse di un semplice ritardo del neurosviluppo. Era una speranza naturale, quasi automatica: il tentativo di credere che tutto potesse rientrare in un percorso conosciuto, prevedibile, rassicurante.
Ma con il passare del tempo, quella speranza ha iniziato a confrontarsi con una realtà che faticavamo ad accettare.
Ci siamo resi conto che la realtà che non volevamo vedere era, in verità , proprio quella.
E che evitarla non avrebbe aiutato nostro figlio. Accettarla, invece, rappresentava il primo vero atto d’amore che potevamo compiere per lui.
Da quel momento abbiamo deciso di non rimandare.
Abbiamo iniziato subito con le terapie, non per cambiare chi fosse nostro figlio, ma per accompagnarlo nel suo percorso, offrirgli supporto, strumenti e possibilità .
In mezzo alla paura e alla confusione, è nata anche una certezza nuova: esserci, davvero, fin dall’inizio.